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Influenza aviaria
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Lmwcq'mwcgInfluenza aviaria (nota anche come mwcwpeste aviaria, dal latino mwdaavis "uccello") è una mwdqmalattia infettiva contagiosa altamente diffusiva, dovuta a un mwdgvirus influenzale di ceppo A (mwdwmweaorthomyxovirus), che colpisce diverse specie di mwequccelli selvatici e domestici, con sintomi che possono essere inapparenti o lievi (virus a bassa mwegpatogenicità), oppure gravi e sistemici con interessamento degli apparati mwewrespiratorio, mwfadigerente e mwfqnervoso e alta mwfgmortalità (virus ad alta patogenicità). Il virus può trasmettersi agli umani, come è stato definitivamente dimostrato a partire dal mwfw1997.
Contents
• H5N1
• Clinica
• Diagnosi
• Terapia
• Vaccini
• Note
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Epidemiologia e storia
La malattia è stata segnalata in tutto il mondo, ma i focolai da virus HPAI (peste aviaria propriamente detta) erano considerati di rara insorgenza.
Dal mwlg1996, invece, è iniziata una serie di epidemie da virus H7 e H5 che ha coinvolto un po' tutti i continenti: mwlwHong Kong (mwma1997, 2001, 2002, 2003); mwmqAustralia (mwmg1997); mwmwCile (mwna2002); mwnqcentro-America (mwng2000, 2001, 2003); mwnwPaesi Bassi, mwoaBelgio, mwoqGermania (mwog2003); mwowCanada (mwpa2004); U.S.A.(2004); mwpqSudafrica (mwpg2004); mwpwsud-est asiatico (mwqa2004, 2005); mwqqAsia, mwqgEuropa (mwqw2005, 2006).
L'epidemia da virus H5N1, iniziata alla fine del mwrq2003 nel mwrgsud-est asiatico, ha coinvolto sinora più di 150 milioni di volatili. Oltre che in mwrwVietnam, mwsaThailandia, mwsqCambogia, mwsgLaos, mwswIndonesia, la malattia è stata individuata in mwtaCorea, mwtqGiappone, mwtgCina, mwtwRussia, mwuaKazakistan, mwuqMongolia. Dall'ottobre mwug2005 il virus è entrato in mwuwEuropa, in mwvaTurchia, e da qui nel resto del continente, variamente segnalato soprattutto nei volatili selvatici, nonché in Italia.
Diffusione in Europa (2022)
Nel corso del 2022, focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) sono stati segnalati nel pollame o in volatili in cattività in Ungheria, nei Paesi Bassi, in Slovacchia, in Germania, in Croazia (contea di Osjecko-Baranjska), in Bulgaria (provincia di Dobrich) e in Francia. Sono state istituite zone di protezione e di sorveglianza attorno a tali focolai.cite-ref-2[2]
Eziologia
Il virus appartiene al genere mwxqOrthomyxovirus (famiglia mwxgmwxwOrthomyxoviridae), tipo "A". Si tratta di virus a mwyaRNA, pleomorfi (cioè di forma variabile) più o meno tondeggianti del diametro di circa mwyq100-120 nm.
Presentano un rivestimento esterno mwywlipidico (mwzaenvelope) da cui sporgono delle mwzqproteine di superficie (H=emagglutinina; N=neuraminidasi), fondamentali per il legame con le cellule e l'immunità (vedi oltre). All'interno è presente un mwzgnucleocapside (RNA+proteine) elicoidale contenente 8 segmenti di RNA che codifica per 10 tipi di proteine.
Le H e N possono differire antigenicamente dando luogo a mwaavarianti fenotipiche virali. Negli uccelli sono presenti tutte quelle conosciute: 16 per l'H e 9 per la N che, combinandosi, determinano un grandissimo numero di "mwaqsottotipi"diversi,denominati ognuno con la sigla H(n) N(n).
I vari sottotipi sono stati classificati in due gruppi, a seconda della capacità di dar luogo a sindromi più o meno gravi:
• virus HPAI (mwbqhigh pathogenic avian influenza, virus ad alta patogenicità),
• virus LPAI (mwbwlow pathogenic avian influenza, virus a bassa patogenicità).
Dato che questa caratteristica dipende dalla struttura virale e può variare nel tempo a causa di mutazioni o ricombinazioni genetiche, ceppi poco patogeni possono diventare altamente patogeni.
Il virus è particolarmente resistente alle basse temperature e, in tali condizioni, rimane vitale a lungo nelle mwcgfeci (7 giorni, oltre 30 giorni a 0 mwcw°C), tessuti, acqua (sino a un mese a 4mwda °C). Viene distrutto a 60 mwdqgradi in 30 minuti, per bollitura in 2 minuti, per luce solare diretta in 1÷2 giorni ed è inattivato immediatamente dai mwdgraggi UV e dai comuni disinfettanti.
Variabilità virale
Come tutti i virus influenzali, quello aviario possiede un elevato tasso di mutazione che procede secondo due meccanismi:
1. mwewderiva antigenica (mwfadrift);
2. mwfgsostituzione antigenica (mwfwshift) o mwgaricombinazione.
Nel primo caso (mwggdrift) si tratta di mwgwmutazioni puntiformi dell'RNA che possono essere silenti (cioè non modificano gli mwhaaminoacidi codificati), oppure possono determinare cambiamenti nella mwhqsequenza proteica. L'accumulo di mutazioni in un sito antigenico determina periodicamente la comparsa di nuovi ceppi dello stesso sottotipo o nuovi sottotipi (il tasso medio di mutazione dei geni che codificano per l'emagglutinina è circa mwhg1000 volte superiore a quello che si ha nel corso, per esempio, della sintesi normale delle cellule dei mammiferi).
Nello mwiashift, si ha la sostituzione completa di una mwiqproteina virale (per esempio una emoagglutinina, o una neuraminidasi). Ciò è reso possibile dal fatto che il mwiggenoma è mwiwsegmentato, cioè formato da otto segmenti indipendenti di RNA che possono essere scambiati con altri virus, quando replicano assieme in una stessa cellula, con la formazione risultante di veri e propri mwjaibridi virali. Questi ultimi possono esibire nuove combinazioni di H e N assieme ad altre proteine esterne o interne. Gli eventi di ricombinazione si verificano ordinariamente in individui di specie ricettive a più sottotipi contemporaneamente (mwjqsuini e diverse specie di uccelli tra cui gli acquatici migratori).
Quando compare un virus di un sottotipo nuovo, per superare il processo selettivo esso deve adattarsi al nuovo ospite e potersi trasmettere. Ciò richiede numerosi cicli virali e quindi numerosi passaggi da soggetto a soggetto. La diffusibilità peraltro non è necessariamente accompagnata da patogenicità, che dipende sia dal virus (mwjwmutazioni patogeniche) che dall'ospite (mwkabersagli cellulari coinvolti). Per esempio lmwkq'mwkgH5N1/HongKong/97 (frutto di ricombinazioni avvenute in mwkwoche, mwlaanatre e mwlqquaglie: mwlgH5N1+H6N1+H9N2= H5N1 altamente patogeno), pur essendo particolarmente aggressivo per la mutazione di una proteina interna (mwlwNS1), fino ad oggi non si è radicato negli umani (mwmaumanizzato), cioè non è in grado di replicarsi efficientemente né ritrasmettersi. Questa proprietà però potrebbe essere acquisita da un ibrido dell'H5N1 con un virus influenzale umano (vedi i paragrafi successivi).
H5N1
Da allora sino a settembre mwow2007 sono state contagiate circa 300 persone con oltre duecento morti, soprattutto nel sud est asiatico, ma anche in Cina, mwpaAzerbaigian, mwpqIraq, mwpgEgitto, mwpwTurchia.
Considerato il numero delle persone esposte l'incidenza è stata molto bassa.
L'infezione ha interessato soggetti a stretto rapporto con il pollame vivo e in scarsissime condizioni igieniche. In qualche caso c'è stato contagio interumano che però non si è esteso oltre una prima generazione di contatti.
Seppure sporadica la malattia si è presentata con una mortalità elevata (più del 50%) come mai si era verificato per alcun virus aviario noto. Per tali motivi l'OMS e i maggiori virologi ed epidemiologi mondiali ritengono H5N1, nel caso dovesse acquisire la capacità di replicarsi efficacemente negli umani, i mwqwmigliori candidati per una eventuale nuova pandemia influenzale entro i prossimi 3-5 anni.
A livello globale, gli aumenti esponenziali dei focolai di influenza aviaria non sono solo una questione di mwrqmutazioni casuali nei virus influenzali, ma anche il risultato di fattori sociali e ambientali antecedenti. Come mostra il caso di studio dello scioglimento del mwrgpermafrost dello mwrwQinghai nell'mwsaaltopiano del Tibet, esso fornisce un chiaro esempio di come sia nata una mwsqepidemia di influenza (H5N1) correlata ai persistenti focolai di ceppi di influenza aviaria del Qinghai negli ultimi dodici anni.cite-ref-canavan-2019-pp-93-101-3-0[3] Infatti, il governo cinese istituì allevamenti di oche, allevate in cattività ,come fonte di cibo ad alto contenuto proteico per gli operai impegnati nella costruzione di una ferrovia. A partire dal 2005 e proseguendo negli anni successivi, il lago Qinghai è stato teatro della comparsa senza precedenti dell'influenza aviaria tra le oche migratrici.cite-ref-canavan-2019-pp-93-101-3-1[3] Questo è stato un momento chiave nella diffusione globale dell'H5N1 al pollame in tre continenti.cite-ref-canavan-2019-pp-93-101-3-2[3]
Patogenesi
Verosimilmente tutte le specie aviarie sono suscettibili di infezione e tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere gli uccelli il crogiolo evolutivo di origine di tutti i virus influenzali che si sarebbero adattati nel corso di milioni di anni. Gli uccelli selvatici sono i serbatoi naturali (mwwareservoir) del virus, in particolare le specie acquatiche, nei quali circolano tutti i sottotipi conosciuti di Orthomyxovirus di tipo A. In queste specie appartenenti a vari ordini:
• mwyamwyqciconiformi: mwygcicogne, mwywibis, mwzafenicotteri, mwzqaironi, mwzgnitticore, mwzwgarzette
• mw2amw2qprocellariformi: mw2galbatri
Il virus è presente nell'mw5qintestino dove normalmente persiste in modo inapparente (virus LPAI). Molti di questi uccelli sono mw5gmigratori e trasportano il virus in tutte le parti del mondo. Durante le soste in prossimità di zone umide (mw5wstagni, foci dei fiumi) incontrano altre specie di uccelli migratori o mw6astanziali o domestici creando una situazione ideale per il contagio interspecifico favorito dal fatto che la maggior parte degli stormi è formata da soggetti giovani più ricettivi. Altri gruppi, come i mw6qcolumbiformi (mw6gpiccioni, mw6wcolombe, tortore), i mw7amw7qturdidi (mw7gmerli, mw7wcesene), mw8amw8qirundinidi (mw8grondini), mw8wsturnidi (mw9astorni e mw9qpasseri), sembrano poco ricettivi o addirittura resistenti. I mw9gmw9wrapaci sono sensibili ma non costituiscono un serbatoio importante.
Fra le specie domestiche, il mw-amaiale ha un ruolo fondamentale in quanto possiede recettori sia per i virus aviari che umani (tra i quali è particolarmente sensibile ai virus H1N1, H3N2 e H1N2) e può svolgere un ruolo di incubatore evolutivo e di anello di trasmissione interspecifica.
Nei mw-gfelidi il primo caso di infezione è stato segnalato a dicembre mw-w2003, in due mwaqatigri e due mwaqeleopardi di uno zoo tailandese morti per aver mangiato carcasse intere di polli freschi infetti. Nell'ottobre del mwaqi2004 c'è stata un'epidemia in un altro mwaqmzoo mwaqqtailandese con la morte/abbattimento di 147 tigri su 441. In questi casi è da notare che nelle carcasse dei polli ingeriti era presente una notevole carica virale dovuta agli intestini. Sono stati segnalati casi nei mwaqugatti (anche in Europa) e negli zibetti e recentemente nel mwaqycane. In tutte queste specie considerate comunque la malattia è risultata mwaqcsporadica e mwaqgnon epidemiologicamente rilevante, anche se testimonianza della particolare aggressività del mwaqkceppo in causa (H5N1).
Materiali infettanti sono le feci e le secrezioni oro-nasali. La trasmissione può essere diretta (più frequente) da soggetto a soggetto, o indiretta (soprattutto d'mwaqsinverno o nei climi freddi, per la maggiore persistenza del virus nell'ambiente) con acqua, oggetti e attrezzi contaminati soprattutto dalle feci. Le mwaqwvie di penetrazione sono quella oro-nasale e mwaq0congiuntivale.
Sebbene il virus influenzale umano derivi, mwaq8filogeneticamente dal virus influenzale aviario, cioè ne sia una forma modificata abile all'infezione umana, per quanto riguarda il virus aviario, fino al 1997 non erano mai stati descritti e dimostrati casi di trasmissione diretta da uccelli a umani. In realtà il virus aviario può mwarapassare agli umani per cause principalmente mwareprofessionali.
In letteratura erano noti solo quattro casi di isolamento del virus da soggetti che avevano manifestato, al massimo, delle mwarmcongiuntiviti transitorie: tutti del sottotipo mwarqH7N7 a bassa patogenicità. Il primo nel mwaru1959, da un paziente con mwaryepatite. Il secondo (mwarc1977) in un tecnico di laboratorio mwargaustraliano (esposizione accidentale). Il terzo (mwark1981) trasmesso da una mwarofoca a un guardiano. Il quarto (mwars1996) nelle secrezioni oculari di una allevatrice di anatre in mwarwInghilterra.
Dal mwar41997 in poi la prospettiva è drasticamente cambiata con le segnalazioni di diversi casi di influenza trasmessi direttamente dal pollame in occasione delle gravi epidemie che, come si è visto, hanno interessato varie parti del mondo ma soprattutto l'mwar8Estremo Oriente. Sinora solo i sottotipi H5, H7 e H9 sono stati capaci di compiere il “mwasasalto di specie”. Oltre a H5N1, sono stati riscontrati i seguenti sottotipi: H7N7, H9N2, H7N2 e H7N3.
H7N7 ad alta patogenicità, nei mwasiPaesi Bassi nel mwasm2003, è stato responsabile di una delle più gravi epidemie di IA mai verificatasi (più di 30 milioni di volatili abbattuti). Sono state contagiate 86 persone che hanno manifestato congiuntiviti associate o meno a sintomi influenzali. C'è stata una vittima: un veterinario impegnato nelle operazioni di polizia sanitaria in allevamento.
H7N3, H7N2 sono stati isolati in mwasgnord America, associati a congiuntiviti nel mwask2002/mwaso2004.
Aumento della virulenza
Nel luglio mwas02004 un gruppo di ricercatori guidati da H. Deng del Harbin Veterinary Research Institute, e dal Professor Robert Webster del St Jude Children's Research Hospital, mwataMemphis, riportarono i risultati di esperimenti in cui i topi sono stati esposti al virus. Essi riscontrarono un progressivo aumento della patogenicità nell'arco di tre anni.cite-ref-4[4]
Nell'agosto mwaty2005, l'mwatcOrganizzazione Mondiale della Sanità pubblicò il seguente notiziario.cite-ref-5[5]:
Si riassumono i punti della comunicazione:
1. Il rischio di pandemia è grande.
2. Il rischio persisterà.
3. L'evoluzione del virus non può essere predetta.
4. Il sistema di primo allarme è debole.
5. L'intervento preventivo (con vaccini) è possibile ma non ancora testato.
6. La riduzione della morbosità e della mortalità durante una pandemia sarà impedita da inadeguati rifornimenti medici.
Clinica
Negli esseri umani, è stato trovato che l'influenza aviaria causa sintomi simili ad altri tipi di influenzacite-ref-6[6]:
• mwauwfebbre
• mwau4tosse
• mwavaodinofagia
• dolori mwavimuscolari
• mwavqcongiuntivite
• in alcuni casi, può causare problemi respiratori e mwavypolmonite, e può essere fatale.
Si distinguono due forme cliniche principali della malattia:
1. influenza aviaria a bassa patogenicità (mwavoLPAI)
2. influenza aviaria ad alta patogenicità (mwavwHPAI)
Le due forme, che possono coesistere, dipendono, oltre che dal ceppo virale (come già detto) anche dalla sensibilità dell'ospite per cui lo stesso virus può dare forme diverse in specie diverse. La mwav4morbilità è sempre elevata.
LPAI ( Low Pathogenic Avian Influenza )
È la forma benigna.
Negli mwawmuccelli selvatici è prevalente e i sintomi sono in genere inapparenti (portatori sani) o molto lievi.
Nelle mwawuspecie domestiche dopo una incubazione di 3-5 giorni, si possono manifestare: mwawyriduzione delle performance zootecniche (scarso accrescimento, calo deposizione); mwawcinappetenza; mwawgdepressione; mwawkcongiuntivite; sintomi respiratori (scolo nasale, sinusite, tosse); mwawodiarrea. Normalmente, a meno di complicazioni batteriche, si ha guarigione dopo 7-10 giorni. I sintomi sono più o meno evidenti e variamente presenti, più intensi nei tacchini.
HPAI ( High Pathogenic Avian Influenza )
È la forma maligna o mwaw4peste aviaria classica. In tutti i focolai sinora descritti sono stati isolati sempre sottotipi H5 e H7.
Negli mwaxauccelli selvatici è molto rara e il primo caso è stato descritto nel mwaxe1961 in Sudafrica dove ha coinvolto 1.300 sterne, trovate morte, dalle quali è stato isolato il sottotipo H5N3. Più recentemente sono stati descritti molti casi letali nei paesi asiatici coinvolti nell'epidemia da H5N1. Il più grande è stato registrato a maggio mwaxi2005 nel mwaxmlago Qinghai (mwaxqCina occidentale) con la morte di oltre 6.000 uccelli acquatici di diverse specie.
Negli mwaxyuccelli domestici, nei casi acuti, dopo una breve incubazione (1-5 giorni), si registrano gli stessi sintomi delle forme LPAI ma in maniera decisamente mwaxcpiù grave e con la presenza possibile di edema facciale e dei bargigli, emorragie cutanee, sintomi nervosi (tremori, atassia, paresi). Il decorso è di 3-4 giorni con mortalità/letalità elevatissime (sino al 100%) specialmente nei mwaxgtacchini, che sono i più suscettibili, dove si sono spesso osservate forme iperacute (morti improvvise).
Le lesioni anatomopatologiche, in entrambe le forme sono più o meno evidenti secondo il decorso della malattia. Possono essere macroscopicamente assenti nei casi iperacuti. Nei casi acuti interessano gli apparati digerente, respiratorio, nervoso. Nelle forme HPAI è caratteristico un quadro di diatesi emorragica generalizzata.
Diagnosi
Diagnosi differenziale
Esami di laboratorio
L'influenza aviaria negli uomini può essere individuata attraverso i medesimi strumenti usati per la normale influenza. Tuttavia, questi test non sempre sono affidabili.
Nel marzo mwaym2005, l'Organizzazione Mondiale della Sanità annunciò che tre pazienti vietnamiti, inizialmente negativi, sono stati poi riscontrati fra i casi di influenza aviaria. Tutti e tre sono stati ricoverati.
Diretta (isolamento del virus) da tamponi tracheali o cloacali (feci) di uccelli vivi oppure da organi di uccelli morti
• Inoculazione in uova di pollo embrionate di 9-11 giorni e quindi dimostrazione del virus con
• emagglutinazione sul liquido allantoideo;
• immunodiffusione (mwazeAGID);
• sierotipizzazione (individuazione del sottotipo H);
• valutazione della patogenicità (inoculazione in pulcini di 6 settimane);
• RT-PCR (ricerca dell'RNA virale).
• Indiretta (ricerca degli anticorpi) in campioni di sangue o siero.
• Immunodiffusione (mwazgAGID);
• mwazoELISA;
• inibizione dell'agglutinazione.
Terapia
Data la rilevanza economica e sanitaria della malattia non si attua alcuna terapia ma si interviene con misure di eradicazione. Farmaci antivirali sono talvolta efficaci sia per prevenire che per curare la malattia. In futuro, tuttavia, i farmaci antivirali potrebbero risultare inefficienti: in Cina molti di questi farmaci venivano somministrati ai polli già nei primi mwaz4anni novanta e il virus potrebbe avere sviluppato una sorta di resistenza a questi tipi di farmacicite-ref-8[8].
Diversi nuovi medicinali sono stati sviluppati negli ultimi anni. Si sta lavorando alla preparazione di tali medicinali ma il lavoro è complicato a causa della mutazione del virus, che può diventare in alcuni casi resistente alle medicine e rendere tali medicinali meno efficaci. Uno degli antivirali, il mwaaqTamiflu, è sospettato in vari siti di indurre depressione e suicidio. Alcuni smentiscono il legame con la spagnola e l'efficacia del vaccino (mwaauBlog di Beppe Grillo: Comment on Influenza aviaria: tutto sotto controllo). Il costo di questo normale antivirale in Svizzera si aggira intorno ai 60 euro, ma in varie capitali europee è salito oltre i 400 euro. Ogni farmaco, nell'ultima fase di sperimentazione per essere autorizzato e dichiarato efficace deve essere testato su esseri umani e guarire qualche malato; per l'aviaria ciò non è stato ancora possibile, essendosi il virus manifestato in pochi casi mortali e non studiati. Inoltre non sono stati studiati la tossicità e gli effetti collaterali del vaccino.
Prevenzione
• mwaakDistanza sociale. Viaggiando meno, lavorando da casa e chiudendo le scuole ci sono minori opportunità di diffusione del virus.
• mwaasPrecauzioni Respiratorie. Mettendo una mano davanti alla bocca tossendo o starnutendo si può limitare il diffondersi del virus. Tuttavia, non è efficace al 100% poiché il virus rimane sulle mani e potrebbe diffondersi attraverso altri mezzi, come le maniglie della porta e altro. Pertanto sarebbe preferibile tossire o starnutire su un braccio.
• mwaa0Maschere chirurgiche. Nessuna maschera può evitare il diffondersi del virus, ma la NIOSH N95 standard raccomandata dall'OMS dà una buona protezione. Altre maschere possono aiutare, ma risultare meno efficaci. La maschera può essere usata per ricordare al portatore di non portare le mani in faccia. Questo può ridurre l'infezione dopo il contatto con superfici toccate da soggetti infetti in luoghi affollati dove la gente, dopo aver tossito o starnutito, non si è lavata le mani.
• mwabaIgiene. Lavarsi frequentemente le mani, specialmente quando c'è stato contatto con altra gente o superfici potenzialmente contaminate può essere d'aiuto. Sulla base di prove scientifiche,cite-ref-linkinghub-elsevier-com-9-0[9]cite-ref-linkinghub-elsevier-com-9-1[9] l'EPA ha registrato il perossido di idrogeno e l'acido perossiacetico come prodotti antimicrobicicite-ref-10[10]. Il metodo di prevenzione con il perossido di idrogeno è semplice: spruzzare la soluzione diluita su superfici potenzialmente infette. A differenza dell'ipoclorito e del biossido di cloro, il perossido di idrogeno diluito è un agente antimicrobico non tossico. Inoltre, il perossido di idrogeno può essere preparato anche in aree remotecite-ref-11[11] per soddisfare la domanda locale di prevenzione virale.
Vaccini
Un vaccino non sarà pronto nei primi momenti della pandemia.cite-ref-12[12] Una volta che il virus viene identificato, ci sarà bisogno di diversi mesi prima che il vaccino diventi ampiamente accessibile, poiché deve essere sviluppato, testato e autorizzato. La capacità di produrre i vaccini varia ampiamente da Stato a Stato; in effetti solo 15 Paesi sono elencati come mwacsProduttori di vaccini influenzali secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità.cite-ref-13[13] Si stima che, al meglio, si potranno produrre 750 milioni di dosi all'anno, laddove occorrono due dosi di vaccino per l'immunizzazione. La distribuzione sarà probabilmente problematica.cite-ref-14[14] Alcuni stati, comunque, hanno ben sviluppato piani per la produzione di grandi quantità di vaccino. Per esempio, le autorità mwadqcanadesi dicono che potranno produrre circa 32 milioni di dosi di vaccino a quadrimestre, abbastanza vaccino per ogni persona in Canada.cite-ref-15[15] Anche gli mwadkStati Uniti hanno fatto passi in avanti per produrre vaccini, che potrebbe essere pronto per la produzione di massa nel 2005.cite-ref-16[16]
Le condizioni igieniche degli animali nel mwad8sud-est asiatico sono notoriamente tra le peggiori; alcuni veterinari fanno notare come le stalle nell'mwaeaUE non vengano più pulite, e la fonte principale di diffusione del virus non sia la vicinanza tra animali ed esseri umani, quanto la vicinanza tra gli animali e i loro escrementi nelle stalle, e la promiscuità fra i polli stivati in 20 in un metro quadro e dunque molto vicini a quelli malati di aviaria.
Il vaccino è prodotto e brevettato da alcune case farmaceutiche, nonostante il fatto che la competizione dei laboratori e la non condivisione dei risultati e la limitazione dello sforzo di ricerca a questi soli anziché a tutte le strutture disponibili, potrebbe creare notevoli ritardi alla scoperta di cure efficaci. Inoltre non impegnare tutte le strutture disponibili nella produzione di vaccini, potrebbe rallentarne la produzione (oltre i tempi minimi inevitabili imposti dalla mwaeimeiosi delle cellule).
L'attività di sorveglianza sull'influenza aviaria in mwaeqItalia è coordinata dal Dipartimento per le sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti - Direzione Genereale della sanità animale e del farmaco veterinario - Ufficio III - del Ministero della Salute, che si avvale del supporto del Centro di referenza Nazionale per l'influenza aviaria presso lmwaeu'mwaeyIstituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
In Italia
La variante del virus isolata è però diversa da quella che ha decimato gli allevamenti di polli asiatici. Lo ha reso noto il mwaeoMinistero della Salute che ha diffuso gli esiti delle verifiche condotte presso il Centro di Referenza Nazionale per le influenze aviarie. Stando a questi risultati, l'H5N1 trovato a mwaesMirandola è un virus a bassa patogenicità (LPAI), appartenente ai ceppi H5 comunemente rinvenuti del bacino del Mediterraneo. "L'isolato italianomwaew – conferma il dott. Mauro Delogu dell'mwae0Università di Bologna – è caratterizzato da bassa patogenicità per gli animali e patogenicità nulla per l'uomo".
Soprattutto in mwae8Veneto, mwafaLombardia ed mwafeEmilia, dal mwafi1997 in poi si sono verificati diversi focolai da virus LPAI e HPAI dei sottotipi: H5N2 (1997, HPAI); H5N9 (1998, LPAI); H7N1 (1999-2001, HPAI con più di 15 milioni di capi coinvolti); H7N3 (2002-2003, LPAI con 388 focolai per 8 milioni di capi); H5N3, H7N3, H7N7 (2004,LPAI); H5N2 (2005, LPAI con 25 focolai in Veneto e 15 in Lombardia).
Se l'influenza aviaria permane fra gli animali solamente con limitati casi di contagio tra umani, essa non sarà una pandemia, anche se il rischio continuerà a porsi.
Per prevenire che la situazione progredisca in una pandemia, sono state prese le seguenti contromisure:
• Raccolta e vaccinazione del pollame
• Viaggi limitati nelle aree dove si è riscontrato il virus
Le strategie a lungo termine proposte per le regioni colpite dall'influenza aviaria in forma endemica nei gallinacei selvatici includono:
• cambiare le tecniche di mwafsallevamento per aumentare l'mwafwigiene e ridurre il contatto tra gallinacei domestici e selvatici.
• mutare le tecniche di allevamento nelle regioni dove gli animali vivono in quartieri chiusi e insani e cambiare le tecniche di mercato del pollo all'aria aperta, dove gli uccelli vengono macellati in condizioni non sane vicino a frutta e vegetali. I combattimenti fra galli giocano un ruolo importante nella diffusione della malattia, ponendo gli esseri umani a contatto con possibili gallinacei infetti
• cambiare le pratiche per la vendita, passando da polli venduti vivi a polli venduti macellati e preconfezionati.
• migliorare i costi e l'accessibilità dei vaccini
Il mwageSenato approva un decreto-legge con il quale:
1. dà la facoltà al ministro della salute di sospendere la caccia;
2. dispone la creazione del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali;
3. autorizza ad assumere dirigenti veterinari e carabinieri dei NAS;
4. autorizza il governo ad attingere al Fondo spese impreviste per l'acquisto di farmaci e di materiale profilattico;
5. assegna a Baxter, Sanofi-Aventis, Chiron, Berna, commesse per la produzione del vaccino.
Profilassi diretta
La peste aviaria era già contemplata all'art.150-151-152-153 del mwagoregolamento di polizia veterinaria nº320/54.
Lmwagw'mwag0OM 19 07 91 ha introdotto l'obbligo di denuncia per i casi di influenza da virus altamente virulenti, con misure di censimento, sequestro e isolamento, disinfezioni, eventualmente mwag4vaccinazione obbligatoria, l'istituzione di mwag8ZI (zona infetta) e mwahaZP (zona di protezione) con restrizione delle movimentazioni sino a 15 giorni dall'ultimo esito. Il sindaco poteva ordinare l'abbattimento totale.
Il mwahiDPR nº 656 del 15 11 96 ha attuato la mwahmdirettiva 92/40CE che ha istituito mwahqmisure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria (quest'ultima è stata abrogata e sostituita dalla mwahudirettiva 2005/94 CE, del 20 12mwahy 2005 ma non è stata ancora recepita in Italia; dovrebbe esserlo entro il 1º luglio mwahc2007). Le misure prevedono in caso di focolai da H5 e H7 (o altri ceppi altamente patogeni) lmwahg'mwahkabbattimento e distruzione di tutti i volatili del focolaio (ed eventualmente di volatili di allevamenti epidemiologicamente contigui), distruzione o trattamento di tutti i materiali contaminati, nonché procedure di disinfezione, blocco/limitazione della movimentazione di persone, animali o cose, istituzione di mwahozona di restrizione e mwahssorveglianza rispettivamente di uno e dieci mwahwkm. Misure da tenere sino a 21 giorni dopo l'estinzione dell'ultimo focolaio. La vaccinazione è vietata ma può essere autorizzata dal Ministero della salute.
In seguito, la nuova emergenza da virus H5N1, con le implicazioni zoonosiche relative, hanno condotto l'Italia, come il resto del mondo, a un inasprimento drastico delle misure sanitarie. A partire dall'Ordinanza mwah4MDS 26 08mwah8 2005 (mwaiamisure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive nei volatili da cortile) che detta norme per assicurare la tracciabilità dei volatili e loro prodotti, soprattutto di importazione, sono state emanate tutta una serie di disposizioni riguardanti la sorveglianza sui volatili domestici e selvatici nonché piani di emergenza per garantire la vigilanza e il controllo sulla eventuale insorgenza della malattia e soprattutto tutelare al massimo i cittadini riguardo ai prodotti della filiera avicola. Tutta la legislazione è visionabile sul sito dellmwaie'mwaiiIZS delle Venezie(vedi link nei Collegamenti esterni).
Profilassi indiretta (vaccini)
Il Ministero della salute prevede un piano di mwaiuvaccinazione d'emergenza nelle ovaiole, tacchini da carne e mwaiycapponi che è stato già attuato in Lombardia e Veneto, e che prevede per il 2006 l'uso di ceppi inattivati: H5N9 (capponi e tacchini); H5N9+H7N1 (ovaiole).
Note
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Bibliografia
• Kuiken T et alii (2004), mwatgAvian H5N1 Influenza in Cats, Science 2004mwatk 306: 241
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) bird flu, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Influenza aviaria, su Enciclopedia canadese.
• mwaua(EN) FAQ dell'OMS riguardo l'influenza aviaria, su who.int. URL consultato il 12 settembre 2005 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2004).
• mwaui(EN) Informazioni riguardo l'influenza aviaria, su cdc.gov.
• mwauqNotizie sull'influenza aviaria, Istituto superiore di sanità, su epicentro.iss.it.
• mwauyPiano nazionale in preparazione della pandemia, Ministero della Salute, PDF 9/2/2006 (PDF), su ministerosalute.it. URL consultato il 25 febbraio 2006 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2006).